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Il Ravvedimento operoso, regolamentato per la prima volta dall'art. 14 della L. 29 dicembre 1990, n. 408, e successivamente disciplinato dall'art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è un istituto attraverso il quale il contribuente  può spontaneamente regolarizzare errori o violazioni , versando entro il termine prescritto il tributo non pagato, con una sanzione stabilita in misura ridotta e relativi interessi.Con il “ravvedimento operoso previsto ”(art. 13 del Dlgs n. 472 del 1997 ) è possibile pertanto regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni.
Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti,entro determinati limiti di tempo, e a condizione che:
1) la violazione non sia già stata constatata e notificata a chi l’ha commessa

2) non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche (in tal caso,non è possibile beneficiare del ravvedimento per i periodi e i tributi che sono oggetto di controllo)
3) non siano iniziate altre attività di accertamento (inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionari) .
Il Patto di stabilità 2011 è intervenuto rimodulando la misura delle riduzioni delle sanzioni nei casi di adesione agli istituti deflattivi del contenzioso. In particolare, l’art. 1, commi da 18 a 20 del Patto di stabilità ha previsto con decorrenza dal 1° febbraio 2011 un l’incremento delle sanzioni che il contribuente deve versare spontaneamente per beneficiare del ravvedimento operoso, o di definizione di altre violazioni nei casi accertamento con adesione, acquiescenza e conciliazione giudiziale.Le nuove misure sono applicabili alle violazioni commesse  dal 01.02.2011
Atti ammessi al ravvedimento operoso :
Con tale istituto i contribuenti o i sostituti d'imposta possono regolarizzare violazioni o omissioni relative a imposte dirette, dell’Iva,tributi locali,etc.L'istituto del ravvedimento è utilizzabile anche per l’imposta di registro, tasse vidimazione libri sociali, imposte ipotecaria e catastale e ici;
i casi più ricorrenti di violazioni in tema di imposta di registro sono rappresentate da:
1-) Omessa richiesta di registrazione del contratto di locazione
2-) Omesso o tardivo pagamento delle imposte in caso di rinnovo, risoluzioni, o proroghe del contratto.
Tralasciando le ultime modifiche normative introdotte in materia di tassazione dei redditi di locazione ( si veda in proposito l'articolo La cedolare secca ) vediamo quali sono le sanzioni applicabili a decorrere dal 01.02.2011 a tali violazioni e quelle vigenti fino al 31.01.2011 (prima delle modiche apportate dalla finanziaria 2010 oggi definita legge di stabilità). Per quanto riguarda la registrazione dei contratto di locazione ricordiamo che la legge prescrive che lo stesso è soggetto a registrazione nel termine di 30 giorni dalla stipula e che sono obbligati alla stessa sia il conduttore che il locatore.Il contratto sia ad uso abitativo che commerciale può essere registrato avvalendosi del pagamento dell'imposta annuale versando ogni anno la relativa tassa di registro oppure versando la stessa in unica soluzione per l'intero periodo contrattuale (in tale ipotesi viene concesso una riduzione dell'imposta pari allo 0,75% per anno pari alla metà del tasso degli interessi legali oggi fissato al 1,5%) in pratica il contribuente beneficia di uno sconto d'imposta pari al 3% in caso do contratto ad uso abitativo (,075 x 4 anni di durata del contratto stesso) e del 4,5% in caso di contratto ad uso commerciale 0,75 x 6 anni) Giova ricordare che sono soggetti a registrazione tutti i contratti di beni immobili compresi quelli relativi ai fondi rustici.Ne restano esclusi solo quelli la cui durata è inferiore ai 30 giorni.
Vediamo quindi quali sono le sanzioni applicabili nei casi di omessa registrazione e di omessi o ritardati pagamenti delle annualità successive
prima delle modifiche (fino al 31.01.2011 ) e dal 01.02.2011 per le suddette violazioni. Si ricorda che tali ipotesi non sono applicabili da coloro che si sono avvalsi del regime della cedolare secca (si consulti in proposito l'articolo relativo già pubblicato)


L'imposta da versare è pari al 2% dell'importo del canone annuale,(in caso di importo inferiore a euro 67 va versato in sede di prima registrazione l'imposta minima di 67 euro) negli anni successivi sarà invece versata l'imposta effettiva pari al 2%, sono inoltre dovuti gli interessi di mora in ragione del 1,5% annuo dal 01.01.2011.L'importo dell'imposta, interessi e sanzioni va effettuato utilizzando il modello F23 e i seguenti codici tributi: 
107T -Imposta di registro per contratti di locazione fabbricati - intero periodo
115T- Imposta di registro per contratti di locazione fabbricati - prima annualità
112T- Imposta di registro per contratti di locazione fabbricati - annualità successive
114T -Imposta di registro per proroghe (contratti di locazione ed affitti)
113T
 -Imposta di registro per risoluzioni (contratti di locazione ed affitti)
110T- Imposta di registro per cessioni (contratti di locazione ed affitti)
109T- Imposta registro per contratti verbali
964T -Diritti copie rilasciate dall'Ufficio (solo per la prima registrazione)
671T -Sanzione amministrativa imposta di registro (ravvedimento)
731T -Interessi di mora al tasso legale
Copia del modello F23 del versamento deve essere consegnata entro 20 giorni all'ufficio dell'Agenzia delle entrate competente.