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L'ordinanza 12661 del 9 giugno della Corte di cassazione, intervenendo per la prima volta sull’interpretazione della norma contenuta nell’articolo 13 del decreto legislativi n.472/97, conferma la linea dell’Amministrazione finanziaria affermando la nullità del ravvedimento operoso effettuato dal contribuente, qualora la sanzione o gli interessi calcolati sono stati calcolati in modo errato. La Suprema corte con la suddetta ordinanza afferma che il versamento integrale della sanzione e degli interessi, rappresentano condizioni di efficacia dell’estinzione della sanzione, considerato che l’effetto del ravvedimento è subordinato proprio agli “esatti” adempimenti previsti dalla norma e pertanto il ravvedimento non si perfeziona, non producendo effetti agevolativi per il contribuente

, se si paga un importo inferiore al dovuto. Il giudice di legittimità adotta una pertinente linea dura circa la validità del ravvedimento operoso stabilendo che una diversa interpretazione contrasterebbe l'automatismo che intercorre tra il ravvedimento e il pagamento consequenziale di tutti gli importi discendenti”